Le spectre de la rose | Rave

DANCEHAUSpiù

5 Novembre
© Salvatore Lazzaro
Prima Regionale
Le Spectre de la Rose | Rave

DANCEHAUSpiù

“Mi ritirai in solitudine e ballavo tutto il giorno, fino allo sfinimento, ma al mattino seguente ricominciava di nuovo quella danza infernale. Cercavo di sfuggire a me stesso, di notte vagavo senza meta. Di giorno mi tenevo nascosto e danzavo da solo nei boschi e sulle montagne deserte”.

Carl Gustav Jung

Dal celebre balletto Le spectre de la rose, ispirato all’omonimo poema di Théophile Gautier (1837), il coreografo Matteo Bittante elabora una personale interpretazione in chiave contemporanea. Il memorabile sogno della giovane fanciulla viene trasformato in un viaggio immaginifico di un uomo quarantenne travolto dall’esperienza e dall’eco di un Rave. Perso nelle proprie inquietudini e intrappolato in sé stesso, il protagonista viene travolto dalla visione spettrale di due giovani danzatori. Due spiriti che, in un’atmosfera surreale e onirica, lo trascinano in una danza viscerale che lega gli istinti, i desideri e le esistenze. La rosa in questo immaginario è il simbolo di una rinascita spirituale. Ha il potere trasformativo e autoriflessivo in grado di riportare consapevolezza e amor proprio permettendo al protagonista di risentirsi nella propria unicità e allo stesso tempo parte del tutto.

CREDITS

TITOLO SPETTACOLO Le spectre de la rose | Rave
DURATA 25 minuti
COMPAGNIA DANCEHAUSpiù
COREOGRAFIA Matteo Bittante
REGIA Matteo Bittante
ELABORAZIONE SONORA Chris Costa
COSTUMI Alessandro Vigilante
LIGHT DESIGNER Tommaso Contu
DANZATORI Matteo Bittante, Travis Clausen-Knight, Jamess Pett

© Salvatore Lazzaro
Le spectre de la rose | Rave
DANCEHAUSpiù

5 Novembre
Le Spectre de la Rose | Rave

DANCEHAUSpiù

Prima Regionale

“Mi ritirai in solitudine e ballavo tutto il giorno, fino allo sfinimento, ma al mattino seguente ricominciava di nuovo quella danza infernale. Cercavo di sfuggire a me stesso, di notte vagavo senza meta. Di giorno mi tenevo nascosto e danzavo da solo nei boschi e sulle montagne deserte”.

Carl Gustav Jung

Dal celebre balletto Le spectre de la rose, ispirato all’omonimo poema di Théophile Gautier (1837), il coreografo Matteo Bittante elabora una personale interpretazione in chiave contemporanea. Il memorabile sogno della giovane fanciulla viene trasformato in un viaggio immaginifico di un uomo quarantenne travolto dall’esperienza e dall’eco di un Rave. Perso nelle proprie inquietudini e intrappolato in sé stesso, il protagonista viene travolto dalla visione spettrale di due giovani danzatori. Due spiriti che, in un’atmosfera surreale e onirica, lo trascinano in una danza viscerale che lega gli istinti, i desideri e le esistenze. La rosa in questo immaginario è il simbolo di una rinascita spirituale. Ha il potere trasformativo e autoriflessivo in grado di riportare consapevolezza e amor proprio permettendo al protagonista di risentirsi nella propria unicità e allo stesso tempo parte del tutto.

CREDITS

TITOLO SPETTACOLO
Le spectre de la rose | Rave

DURATA
25 minuti

COMPAGNIA
DANCEHAUSpiù

COREOGRAFIA
Matteo Bittante

REGIA
Matteo Bittante

ELABORAZIONE SONORA
Chris Costa

COSTUMI
Alessandro Vigilante

LIGHT DESIGNER
Tommaso Contu

DANZATORI
Matteo Bittante, Travis Clausen-Knight, Jamess Pett