Concorso
Racconta la Danza

Edizione 2026
Valore premio: € 150,00

Selezione conclusa

Bando

Racconta la Danza

L’Associazione La Sfera Danza, in collaborazione con la Libreria Zabarella, è lieta di proporre quest’anno il Concorso “Racconta la Danza” per il XXIII Padova Festival Internazionale La Sfera Danza.

La danza è movimento, emozione, relazione, ma può diventare anche arte testuale. Attraverso questo Bando, chiediamo agli studenti di osservare e interpretare l’anima del Festival, trasformando il linguaggio del corpo in un breve racconto, una poesia o uno slogan, attraverso la creatività e il pensiero critico. Invitiamo alla creazione di un testo ORIGINALE, INEDITO e di PROPRIETÀ dell’artista, che stimoli il dialogo tra arti diverse e sia capace di esprimerne lo spirito, i valori e l’atmosfera del tema del Festival:

LA CITTÀ IN SCENA

Il Festival di quest’anno vuole mettere in relazione la danza con la città, i suoi spazi e le persone che la vivono. Molti spettacoli si svolgeranno non solo in spazi teatrali, ma anche in siti di rilievo e luoghi simbolo di Padova, come la loggia di Palazzo della Ragione, l’Odeo Cornaro, il Chiostro Albini del Museo Eremitani, il Centro Culturale Altinate/San Gaetano e altri, trasformandoli in veri e propri palcoscenici per la danza contemporanea. Questa XXIII edizione del Festival sarà un’occasione per guardare la città con occhi nuovi, scoprendola attraverso il movimento e il legame tra danza e paesaggio urbano.

Tu come descriveresti la città quando diventa “danza”?

Al testo vincitore e al suo autore/autrice sarà data visibilità all’interno della campagna promozionale del Festival e sarà consegnato un premio del valore di 150,00 euro da spendere per l’acquisto di libri presso la Libreria Zabarella in via Zabarella n. 80, 35121 – Padova (PD).

Inoltre, saranno riservati due biglietti omaggio per ogni evento del XXIII Padova Festival Internazionale La Sfera Danza. Gli spettacoli si svolgeranno presso i luoghi sopracitati e presso il Teatro Verdi, il Teatro ai Colli e il Teatro Quirino de Giorgio di Vigonza (PD) dal 19 settembre al 22 novembre 2026.

Il Bando è rivolto a giovani autori di età compresa tra i 12 e i 25 anni che vogliono sperimentare la propria creatività. La partecipazione è libera e gratuita.

Il testo dovrà essere composto da un massimo di 300 parole. Non valgono ai fini del concorso elaborazioni di testi già esistenti e/o professionali.

Le proposte dovranno pervenire all’indirizzo lasferadanzacomunica@gmail.com entro le ore 12:00 del 19 giugno 2026.

Ogni progetto dovrà essere accompagnato dall’allegata SCHEDA DI ADESIONE, comprensiva di liberatoria, debitamente compilata in ogni sua parte.

Per scaricare il bando, la scheda di adesione e la liberatoria, clicca sul tasto che segue.

Edizione 2026

Testo vincitore

Quello che non si chiama danza

Mia madre mi portava a Padova da bambina senza spiegare perché. Non diceva: guarda le logge, non diceva: ascolta, stai attenta. Camminava e io camminavo dietro di lei e qualcosa passava, non so come altro dirlo, qualcosa passava tra le colonne e il selciato e me, senza che nessuno lo nominasse.

Adesso ci vengo per l’università. Ci vengo ogni giorno o quasi e a volte penso che non l’ho capita ancora, la città, o forse l’ho capita troppo in fretta e quello che credevo di capire era sbagliato. Non lo so. Vengo da fuori, questo forse cambia qualcosa. O forse no.

Cammino spesso la mattina presto, prima delle lezioni. Il Chiostro Albini alle sei e mezza non è il Chiostro Albini delle undici: sono due posti diversi e forse non hanno nemmeno lo stesso nome, o forse il nome non basta a contenerli entrambi. Le colonne bianche a quell’ora hanno una luce che non viene ancora dal sole, viene da qualcosa che non so nominare, e l’aria tra le arcate è ferma in un modo che sembra una risposta, anche se non so a cosa. Il Prato della Valle. Le statue sul bordo dell’ellisse sembrano aspettare, o forse sono io che aspetto qualcosa e lo proietto su di loro, non lo so. Il canale si muove. Si muove sempre, anche quando non ci guarda nessuno, anche adesso mentre scrivo questo.

A volte penso che la danza sia questo: il movimento che c’è già, che non ha bisogno di un palcoscenico per esistere. Le ombre delle colonne sul selciato alle sei di mattina. Il modo in cui una persona attraversa la piazza con una ragione che non sa spiegare. Il canale.

Ma forse sto solo cercando di dare un nome a qualcosa che funziona meglio senza.

Mia madre non mi diceva niente, sotto le logge. Forse lo sapeva già.

Autrice
Beatriche Menegazzo
Università degli Studi di Padova
Dipartimento di Economia

Concorso
Racconta la Danza

Edizione 2026
Valore premio: € 150,00

Selezione conclusa

Bando

Racconta la Danza

L’Associazione La Sfera Danza, in collaborazione con la Libreria Zabarella, è lieta di proporre quest’anno il Concorso “Racconta la Danza” per il XXIII Padova Festival Internazionale La Sfera Danza.

La danza è movimento, emozione, relazione, ma può diventare anche arte testuale. Attraverso questo Bando, chiediamo agli studenti di osservare e interpretare l’anima del Festival, trasformando il linguaggio del corpo in un breve racconto, una poesia o uno slogan, attraverso la creatività e il pensiero critico. Invitiamo alla creazione di un testo ORIGINALE, INEDITO e di PROPRIETÀ dell’artista, che stimoli il dialogo tra arti diverse e sia capace di esprimerne lo spirito, i valori e l’atmosfera del tema del Festival:

LA CITTÀ IN SCENA

Il Festival di quest’anno vuole mettere in relazione la danza con la città, i suoi spazi e le persone che la vivono. Molti spettacoli si svolgeranno non solo in spazi teatrali, ma anche in siti di rilievo e luoghi simbolo di Padova, come la loggia di Palazzo della Ragione, l’Odeo Cornaro, il Chiostro Albini del Museo Eremitani, il Centro Culturale Altinate/San Gaetano e altri, trasformandoli in veri e propri palcoscenici per la danza contemporanea. Questa XXIII edizione del Festival sarà un’occasione per guardare la città con occhi nuovi, scoprendola attraverso il movimento e il legame tra danza e paesaggio urbano.

Tu come descriveresti la città quando diventa “danza”?

Al testo vincitore e al suo autore/autrice sarà data visibilità all’interno della campagna promozionale del Festival e sarà consegnato un premio del valore di 150,00 euro da spendere per l’acquisto di libri presso la Libreria Zabarella in via Zabarella n. 80, 35121 – Padova (PD).

Inoltre, saranno riservati due biglietti omaggio per ogni evento del XXIII Padova Festival Internazionale La Sfera Danza. Gli spettacoli si svolgeranno presso i luoghi sopracitati e presso il Teatro Verdi, il Teatro ai Colli e il Teatro Quirino de Giorgio di Vigonza (PD) dal 19 settembre al 22 novembre 2026.

Il Bando è rivolto a giovani autori di età compresa tra i 12 e i 25 anni che vogliono sperimentare la propria creatività. La partecipazione è libera e gratuita.

Il testo dovrà essere composto da un massimo di 300 parole. Non valgono ai fini del concorso elaborazioni di testi già esistenti e/o professionali.

Le proposte dovranno pervenire all’indirizzo lasferadanzacomunica@gmail.com entro le ore 12:00 del 19 giugno 2026.

Ogni progetto dovrà essere accompagnato dall’allegata SCHEDA DI ADESIONE, comprensiva di liberatoria, debitamente compilata in ogni sua parte.

Per scaricare il bando, la scheda di adesione e la liberatoria, clicca sul tasto che segue.

Edizione 2026

Testo vincitore

Quello che non si chiama danza

Mia madre mi portava a Padova da bambina senza spiegare perché. Non diceva: guarda le logge, non diceva: ascolta, stai attenta. Camminava e io camminavo dietro di lei e qualcosa passava, non so come altro dirlo, qualcosa passava tra le colonne e il selciato e me, senza che nessuno lo nominasse.

Adesso ci vengo per l’università. Ci vengo ogni giorno o quasi e a volte penso che non l’ho capita ancora, la città, o forse l’ho capita troppo in fretta e quello che credevo di capire era sbagliato. Non lo so. Vengo da fuori, questo forse cambia qualcosa. O forse no.

Cammino spesso la mattina presto, prima delle lezioni. Il Chiostro Albini alle sei e mezza non è il Chiostro Albini delle undici: sono due posti diversi e forse non hanno nemmeno lo stesso nome, o forse il nome non basta a contenerli entrambi. Le colonne bianche a quell’ora hanno una luce che non viene ancora dal sole, viene da qualcosa che non so nominare, e l’aria tra le arcate è ferma in un modo che sembra una risposta, anche se non so a cosa. Il Prato della Valle. Le statue sul bordo dell’ellisse sembrano aspettare, o forse sono io che aspetto qualcosa e lo proietto su di loro, non lo so. Il canale si muove. Si muove sempre, anche quando non ci guarda nessuno, anche adesso mentre scrivo questo.

A volte penso che la danza sia questo: il movimento che c’è già, che non ha bisogno di un palcoscenico per esistere. Le ombre delle colonne sul selciato alle sei di mattina. Il modo in cui una persona attraversa la piazza con una ragione che non sa spiegare. Il canale.

Ma forse sto solo cercando di dare un nome a qualcosa che funziona meglio senza.

Mia madre non mi diceva niente, sotto le logge. Forse lo sapeva già.

Autrice
Beatriche Menegazzo
Università degli Studi di Padova
Dipartimento di Economia