Flood
Taiat Dansa
Flood
Taiat Dansa
E così, improvvisamente, la tragedia colpì… L’11 aprile 2022, una tempesta senza precedenti colpì la costa est di KwaZulu-Natal, Sud Africa. In meno di 24 ore, caddero circa 400 litri per metro quadrato di pioggia, un torrente scatenato da un ciclone sub-tropicale che è emerso a breve distanza dalla costa. La città di Durban e i suoi dintorni diventarono l’epicentro di una catastrofe che ha lasciato un segno indelebile: 448 vite perse, 43 persone disperse e circa 40.000 persone rimaste senza tetto. Questo disastro ha evidenziato la vulnerabilità dell’ambiente urbano nei confronti del surriscaldamento globale e come il cambiamento climatico è un ostacolo per il progresso.
Connessioni tragiche. Queste inondazioni, come la tempesta DANA che ha recentemente colpito Valencia, hanno dato un grande impeto al progetto coreografico Flood. Basato su conversazioni e idee condivise dei creatori, viene proposto uno spazio di incontro e di lavoro collettivo.
Il pezzo, nato dalla coincidenza di queste tragedie, adotta uno stile documentaristico poetico per esplorare le esperienze di due danzatori che hanno subito queste catastrofi nelle loro rispettive città, giocando con i limiti del fisico e dell’emozionale. Attraverso una voce fuori campo, i loro pensieri, paure e ricordi si intrecciano mentre i loro corpi si muovono per lasciar andare la paura e l’oscurità lasciata dalle inondazioni.
Flood diventa un tributo alle vittime dei cambiamenti climatici, un grido contro l’amarezza e una wake-up call per il mondo. Un approccio coreografico che cerca di aumentare la consapevolezza dell’urgenza di agire nei confronti del cambiamento climatico e le sue devastanti conseguenze.
TITOLO SPETTACOLO Flood
COMPAGNIA Taiat Dansa
COREOGRAFIA Meritxell Barberá e Inma García
REGIA Meritxell Barberá e Inma García
MUSICHE David Barberá (“Caldo”)
SCENOGRAFIE Taiat Dansa
COSTUMI Estudio Savage
LIGHT DESIGNER Taiat Dansa
DANZATORI Lara Misó e Zhinle Nzama
E così, improvvisamente, la tragedia colpì… L’11 aprile 2022, una tempesta senza precedenti colpì la costa est di KwaZulu-Natal, Sud Africa. In meno di 24 ore, caddero circa 400 litri per metro quadrato di pioggia, un torrente scatenato da un ciclone sub-tropicale che è emerso a breve distanza dalla costa. La città di Durban e i suoi dintorni diventarono l’epicentro di una catastrofe che ha lasciato un segno indelebile: 448 vite perse, 43 persone disperse e circa 40.000 persone rimaste senza tetto. Questo disastro ha evidenziato la vulnerabilità dell’ambiente urbano nei confronti del surriscaldamento globale e come il cambiamento climatico è un ostacolo per il progresso.
Connessioni tragiche. Queste inondazioni, come la tempesta DANA che ha recentemente colpito Valencia, hanno dato un grande impeto al progetto coreografico Flood. Basato su conversazioni e idee condivise dei creatori, viene proposto uno spazio di incontro e di lavoro collettivo.
Il pezzo, nato dalla coincidenza di queste tragedie, adotta uno stile documentaristico poetico per esplorare le esperienze di due danzatori che hanno subito queste catastrofi nelle loro rispettive città, giocando con i limiti del fisico e dell’emozionale. Attraverso una voce fuori campo, i loro pensieri, paure e ricordi si intrecciano mentre i loro corpi si muovono per lasciar andare la paura e l’oscurità lasciata dalle inondazioni.
Flood diventa un tributo alle vittime dei cambiamenti climatici, un grido contro l’amarezza e una wake-up call per il mondo. Un approccio coreografico che cerca di aumentare la consapevolezza dell’urgenza di agire nei confronti del cambiamento climatico e le sue devastanti conseguenze.
TITOLO SPETTACOLO
Flood
COMPAGNIA
Taiat Dansa
COREOGRAFIA
Meritxell Barberá e Inma García
REGIA
Meritxell Barberá e Inma García
MUSICHE
David Barberá (“Caldo”)
SCENOGRAFIE
Taiat Dansa
COSTUMI
Estudio Savage
LIGHT DESIGNER
Taiat Dansa
DANZATORI
Lara Misó e Zhinle Nzama
