Epitaffio alla tristezza
Roman Riabych
22 Novembre – IV Performance

Vetrina di Danza Contemporanea

Direzione generale Gabriella Furlan Malvezzi

© Mario Sguotti

Epitaffio alla tristezza
Roman Riabych

22 Novembre – IV Performance

Vetrina di Danza Contemporanea

Direzione generale
Gabriella Furlan Malvezzi

© Mario Sguotti

Prima Nazionale

Epitaffio alla tristezza
Roman Riabych

“[…] Talvolta succede qualcosa per cui smetto di sognare la casa e i pini della mia infanzia… Allora mi assale la nostalgia, e io comincio ad aspettare con ansia il ritorno del sogno, nel quale mi vedrò di nuovo bambino e tornerò ad essere felice. Felice perché tutto è davanti a me, e tutto è ancora possibile.” (Lo specchio, Andrej Tarkovskij)

Ispirandosi al dipinto “Il mondo di Cristina” di Andrew Wyeth, il solo mette in scena il rituale intimo della liberazione e rinascita. Il corpo prima costretto a terra conquista lentamente la verticalità ed esegue un funerale simbolico della propria afflizione. Il ballerino in scena rappresenta la perseveranza silenziosa e faticosa di fronte a un paesaggio vuoto che riflette un’epoca segnata dalla perdita e avversità. Si tratta di un invito a non rifugiarsi nel passato per fuggire la tristezza poiché la negazione della tristezza è negazione della vita stessa. La coreografia affronta temi come la resilienza, la nostalgia e la rinascita.

CREDITS

TITOLO PERFORMANCE Epitaffio alla tristezza

COMPAGNIA Roman Riabych

COREOGRAFIA Roman Riabych

REGIA Roman Riabych

MUSICHE Hildur Guðnadóttir e Jóhann Jóhannsson

SCENOGRAFIE Roman Riabych

DANZATORE Roman Riabych

Tra i critici di danza e direttori di Festival saranno presenti:

MICHELA MAGGIOLO
Direttore artistico del Festival Vignale Danza

MICHELE OLIVIERI
Critico di danza

MONICA RATTI
Direttrice artistica Danzasì, Produttrice ed Organizzatrice di eventi culturali, Esperta e Critica di danza

SARA ZUCCARI
Direttore del Giornale della Danza e Giornalista presso L’Espresso

  • 🇺🇦

Epitaffio alla tristezza
Roman Riabych
Prima Nazionale

“[…] Talvolta succede qualcosa per cui smetto di sognare la casa e i pini della mia infanzia… Allora mi assale la nostalgia, e io comincio ad aspettare con ansia il ritorno del sogno, nel quale mi vedrò di nuovo bambino e tornerò ad essere felice. Felice perché tutto è davanti a me, e tutto è ancora possibile.” (Lo specchio, Andrej Tarkovskij)

Ispirandosi al dipinto “Il mondo di Cristina” di Andrew Wyeth, il solo mette in scena il rituale intimo della liberazione e rinascita. Il corpo prima costretto a terra conquista lentamente la verticalità ed esegue un funerale simbolico della propria afflizione. Il ballerino in scena rappresenta la perseveranza silenziosa e faticosa di fronte a un paesaggio vuoto che riflette un’epoca segnata dalla perdita e avversità. Si tratta di un invito a non rifugiarsi nel passato per fuggire la tristezza poiché la negazione della tristezza è negazione della vita stessa. La coreografia affronta temi come la resilienza, la nostalgia e la rinascita.

CREDITS

TITOLO PERFORMANCE
Epitaffio alla tristezza

COMPAGNIA
Roman Riabych

COREOGRAFIA
Roman Riabych

REGIA
Roman Riabych

MUSICHE
Hildur Guðnadóttir e Jóhann Jóhannsson

SCENOGRAFIE
Roman Riabych

DANZATORE
Roman Riabych

Tra i critici di danza e direttori di Festival SARANNO presenti:

MICHELA MAGGIOLO
Direttore artistico del Festival Vignale Danza

MICHELE OLIVIERI
Critico di danza

MONICA RATTI
Direttrice artistica Danzasì, Produttrice ed Organizzatrice di eventi culturali, Esperta e Critica di danza

SARA ZUCCARI
Direttore del Giornale della Danza e Giornalista presso L’Espresso

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